Traduzione del testo della canzone Stivali E Colbacco - Adriano Celentano

Stivali E Colbacco - Adriano Celentano
Informazioni sulla canzone In questa pagina puoi leggere il testo della canzone Stivali E Colbacco , di -Adriano Celentano
Canzone dall'album: Soli
Nel genere:Эстрада
Data di rilascio:13.02.2012
Etichetta discografica:Clan Celentano

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Stivali E Colbacco (originale)Stivali E Colbacco (traduzione)
Mi sembri la figliaMi sembri la figlia
Di un capo cosaccoDi un capo cosacco
Con quegli stivaliCon quegli stivali
E quel nero colbaccoE quel nero colbacco
Chiunque ti guardaChiunque ti guarda
Rimane di stuccoRimane di stucco
Ed ogni ragazzoEd ogni ragazzo
Si sente un calmuccoSi sente un calmucco
Tutta la gente si giraTutta la gente si gira
(Si gira)(Si gira)
Quando ti vede passarQuando ti vede passar
(Passar)(Passar)
Non sente più che c'è freddoNon sente più che c'è freddo
(C'è freddo)(C'è freddo)
E resta ferma a guardarE resta ferma a guardar
Sei alta, sei biondaSei alta, sei bionda
Sei proprio uno spaccoSei proprio uno spacco
Con quegli stivaliCon quegli stivali
E quel nero colbaccoE quel nero colbacco
Tutta la gente si giraTutta la gente si gira
(Si gira)(Si gira)
Quando ti vede passarQuando ti vede passar
(Passar)(Passar)
Non sente più che c'è freddoNon sente più che c'è freddo
(C'è freddo)(C'è freddo)
E resta ferma a guardarE resta ferma a guardar
Sei alta, sei biondaSei alta, sei bionda
Sei proprio uno spaccoSei proprio uno spacco
Con quegli stivaliCon quegli stivali
E quel nero colbaccoE quel nero colbacco
Tutta la gente si giraTutta la gente si gira
(Si gira)(Si gira)
Quando ti vede passarQuando ti vede passar
(Passar)(Passar)
Non sente più che c'è freddoNon sente più che c'è freddo
(C'è freddo)(C'è freddo)
E resta ferma a guardarE resta ferma a guardar
Sei alta, sei biondaSei alta, sei bionda
Sei proprio uno spaccoSei proprio uno spacco
Con quegli stivaliCon quegli stivali
E quel nero colbaccoE quel nero colbacco

Significato della canzone

"Stivali E Colbacco" è un ritratto scherzoso e ammirato di una ragazza che attraversa la scena vestita come la figlia di un capo cosacco: stivali alti e un colbacco nero che la rendono irresistibile agli occhi di chiunque la incroci. Celentano gioca con l'iperbole comica, immaginando ogni ragazzo che la osserva sentirsi improvvisamente un "calmucco", travolto da un fascino quasi esotico e fuori dal comune.

Il testo si costruisce per ripetizioni, quasi teatrali, con un coro che commenta ogni suo passaggio: la gente si gira, dimentica il freddo, resta ferma a guardare. È un piccolo bozzetto leggero sulla seduzione e sullo stupore collettivo di fronte alla bellezza, raccontato con l'ironia e il gusto per il paradosso tipici dello stile di Celentano, dove l'ammirazione diventa quasi un gioco corale di sguardi.

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