Testo Involucri - Rancore

Involucri - Rancore
Informazioni sulla canzone In questa pagina puoi leggere il testo della canzone Involucri , di -Rancore
Canzone dall'album: TAREK DA COLORARE
Nel genere:Рэп и хип-хоп
Data di rilascio:02.04.2026
Lingua della canzone:Italiano

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Involucri
A volte neanche tu ci credi invece basta una parola
Che detta alla maniera giusta curerà la paranoia
Le favole novelle nella guerra sono vanagloria
Cercare le rotelle del cervello in una sparatoria
L'insolita violenza della vita gioca come a scuola
Da piccolo le lacrime sapevano di Coca Cola
Il mondo è diventato così libero, sei tu l'automa
Io, un'anima giocattolo trovata in un menù al McDonald
La povertà di questa civiltà ci mette in gara e ci paragona
C'è chi si misura nella parsimonia
Chi ha paura di una Barbielonia
Ho tutta una poesia nelle mie lunghe passeggiate in zona
Tu pensi sia una cosa stupida
Io quando chiudo gli occhi sento la musica
Ora guarda questa piazza di domenica che si colora
Di luce che fa un girotondo d'oro sembra una corona
Entriamo al bar un attimo e vediamo che c'è una signora
Ti giuro è da vent'anni che sorride eppure io la vedo sola
Io e te convinti ancora che le cose si facessero in due
Ma come degli involucri ci abbandonammo ancora quaggiù
Ed eravamo andati via ancora prima dell'addio
Perché chissà dov'ero io, e poi chissà dov'eri tu
E a volte la domenica di notte esco di casa e vado sul muretto
Tu ormai ti sei abituata, infatti dormi mentre io litigo con il mio letto
A ogni bugia che dici provochi una divisione che ti taglia dentro
È come il peso netto degli involucri che fai quando tagli un etto
Sì ti ho tradita dalla vita e mi difendo quando mi diverto
Ed ho una sigaretta tra le dita
Mentre tu mi fai l'elenco di ogni mio difetto
Siamo umani unità biologiche ed incastri nei lassi di tempo
Anzi forse è un'illusione sia il tempo, sia gli spazi
E la polizia ti ha fatto foto con altri ragazzi, perché ci caschi?
Ma può darsi che entrambi stiamo recitando parti, dei ruoli falsi
Dimmi no, dimmi sì con astio
Ti dirò "sono strani i maschi"
Riderò, ma per finta, che ripasso Diderot o Stanislavskij
Voglio un oscar, proprio quello, perché ho sorriso pure qui all'inferno
Poi in Italia voglio nastri d'argento e fanculo pure un Donatello
Sviolinate con gli Stradivari e gli spari coi silenziatori
Perché insieme siamo straordinari, separati siamo soli
Io e te convinti ancora che le cose si facessero in due
Ma come degli involucri ci abbandonammo ancora quaggiù
Ed eravamo andati via ancora prima dell'addio
Perché chissà dov'ero io, e poi chissà dov'eri tu
Perché chissà dov'ero io, e poi chissà dov'eri tu
Nel labirinto di cemento c'è un corridoio che comunica
Perché chissà dov'ero io, e poi chissà dov'eri tu
Se il letto era lo stesso ma ognuno in testa aveva un'altra musica
Musica
Musica
Musica
Musica
Musica
Un vicolo ci ha fatto da cupido
Poi uno scambio con qualche tattica
Quando ci ripenso rido perché dico: "Oddio se la vita cambia"
Lo spaccio si è mischiato bene con il brutalismo degli anni settanta
Ci voleva il verde per ossigenare tutto questo grigio ma non c'è una pianta
I nostri sogni viaggiano ma sempre verso gli angoli di quel lenzuolo
Perché lasciamo il centro di quel letto sempre vuoto e ci dormiamo intorno
Nella periferia di questo letto c'è una quiete fredda come un polo
Ma ti ricordi quando il centro di quel letto era un inferno, caldo come un
porno?
E avvolte neanche tu ci credi invece basta una parola
Che detta alla maniera giusta curerà la paranoia
Tu guardi la tv, il citofono e ogni volta suona, tu sai per cosa?
Io scendo giù a volo e sento dai balconi a quanto sta la Roma
Avere l'automobile che non funziona e ormai una moda
Secondo te che cazzo me ne frega a questo punto di comprarla nuova?
Ho tutta una poesia nelle mie lunghe passeggiate in zona
Tu pensi sia una cosa stupida
Io quando chiudo gli occhi sento la musica

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