Traduzione del testo della canzone Talk of the Devil - Мастер
Informazioni sulla canzone In questa pagina puoi leggere il testo della canzone Talk of the Devil , di -Мастер
Canzone dall'album: Talk of the Devil
Data di rilascio:14.02.1992
Lingua della canzone:Inglese
Etichetta discografica:Moroz Records
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Talk of the Devil (originale)
Talk of the Devil (traduzione)
Talk of the Devil,
Parla del Diavolo
And he’s sure to come.
e lui arriva di sicuro
Thinking of Evil,
Pensa al Male
And things will go wrong.
e tutto andrà storto
On this small wild planet
Su questo piccolo pianeta selvaggio
We live and die.
viviamo e moriamo
We keep on messing
Continuiamo a fare casino
Through space and time.
nello spazio e nel tempo
I could be a preacher,
Potrei essere un predicatore,
I bet I could be.
Scommetto che potrei esserlo, ma sono solo una creatura
But I’m just a creature
nata per peccare
Who’s born to sin
Nata per Peccare
Born to Sin
Nata per Piangere
Born to Cry
Nata per Vivere
Born to Live
Born to Die
Here comes,
Here comes a brand new dawn.
Who knows, who cares
If you went wrong?
We talk of the Devil
He wouldn’t come.
We’re thinking of Evil
And nothing goes wrong
Get Crazy, mean world
No end to war!
Breaking all rules
We got no choice.
Talk of the Devil (originale)
Talk of the Devil (traduzione)
Talk of the Devil
Parla del diavolo
and he’s sure to come
ed è sicuro che verrà
Thinking of Evil
Pensando al male
and things will go wrong
e le cose andranno storte
On this small wild planet
Su questo piccolo pianeta selvaggio
we live and die
noi viviamo e moriamo
We keep on messing
Continuiamo a fare casino
through space and time
attraverso lo spazio e il tempo
I could be a preacher,
Potrei essere un predicatore,
I bet I could be But I’m just a creature
Scommetto che potrei esserlo, ma sono solo una creatura
who’s born to sin
chi è nato per peccare
Born to Sin
Nato per il peccato
Born to Cry
Nato per piangere
Born to Live
Nato per vivere
Valutazione della traduzione: 5/5|Voti: 1
Significato della canzone
«Talk of the Devil» esplora il rapporto ambiguo tra pensiero e destino: basta parlare del diavolo, o pensare al male, perché le cose comincino ad andare storte. È una riflessione cupa sulla fragilità umana, ambientata su un pianeta piccolo e selvaggio dove l'umanità continua a commettere gli stessi errori, disperdendosi nello spazio e nel tempo.
Il narratore si confronta con la propria natura contraddittoria: vorrebbe essere una guida morale, quasi un predicatore, ma si riconosce come semplice creatura, nata per peccare più che per redimersi. Non c'è retorica salvifica, solo l'accettazione onesta di un destino segnato fin dall'origine.
Il finale, scandito dalle parole «nata per peccare, nata per piangere, nata per vivere», racchiude in poche sillabe l'essenza della canzone: un ciclo ineluttabile di colpa, dolore ed esistenza, reso con l'urgenza cruda tipica dell'heavy metal.